22 maggio 2009

tisana alla liquirizia



Perché bevo acqua come fosse tè? Proprio così, stringo la tazza nel tipico modo in cui si stringe una tazza piena di tè caldo, la cingo con delicatezza, chiudo gli occhi, avvicino il naso per sentirne l’odore e mi aspetto anche di avvertirne il calore, invece: niente! Logico, nella tazza c’è solo e soltanto acqua tiepida, ma io la stringo come se ci fosse tè. Sì, dentro c’è un buonissimo tè speziato, arancia e cinnamomo e, nonostante i 30 gradi, che mi ricordano che sarebbe tempo di andare al mare, io devo sentire il calore del tè e voglio anche che profumi di arancia e cinnamomo, no, no, non sono pazza, il tè c'è per davvero (dicevo io) altrimenti, perché stringerei questa tazza come se ci fosse proprio del tè? “Voglio”, “devo”, ovvio, dico io! Non sono forse i sogni in cui perseveriamo di più quelli che prima o poi si avvereranno? Non è quello che desideriamo con tutti noi stessi che, poi, certamente arriva? Balle! (L'ho detto). E sai che ti dico? Che quest’acqua non è sicuramente il miglior tè che abbia mai bevuto, che adesso un buonissimo tè caldo me lo preparo io, nonostante i 30 gradi, nonostante tutto il rumore del sole e, stavolta, il tè non dovrò sforzarmi neppure un po’ di vederlo, di annusarlo, di sentirlo, il tè lo stringerò tra le mani non più come se fosse , ma per come sarà per davvero! E se mi preparassi una tisana alla liquirizia? (direi!)